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Commemorazione per il 10° anniversario della scomparsa del dott. Mario Govi

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Il dott. Mario Govi è stato direttore del CNR IRPI di Torino per 22 anni, poi successivamente per brevi periodi anche dell’IRPI di Padova e di Cosenza. Chi ha avuto la fortuna di conoscerlo gli ha sempre riconosciuto un altissimo profilo scientifico e grandi doti umane. È stato incolmabile il vuoto lasciato nella comunità scientifica, soprattutto nel campo degli studi sulla prevenzione dei rischi naturali per eventi alluvionali e frane.

A dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 12 luglio 2009, i colleghi di Torino hanno pensato di onorarlo con un ricordo scritto.

Nel PDF scaricabile è condensata la sua lunga e produttiva carriera di ricercatore. Dopo il Curriculum Vitae ed alcune testimonianze di persone che a lui furono molto vicine, sono elencati tutti i lavori di cui si ha traccia nell’archivio del CNR IRPI di Torino. Successivamente, i lavori ritenuti più interessanti, sono stati scanditi e riprodotti integralmente.

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Tutto l’IRPI si stringe alla famiglia Frigerio e alla sede secondaria di Padova

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Nei giorni scorsi è prematuramente scomparso Simone Frigerio, ricercatore presso l’IRPI CNR, valido collega e caro amico per tanti che lo hanno conosciuto e apprezzato. Il direttore Fausto Guzzetti e tutto il personale dell’Istituto si stringono intorno alla famiglia Frigerio e ai colleghi della sede secondaria di Padova, dove Simone ha operato per molti anni. Mercoledì i funerali.

Training Programmes on streamflow monitoring by using advanced no-contact technologies

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In the framework of the Memomorandum of Understanding (MoU) between the Indian Institute of Technology Roorkee (IIT Roorkee) and the Research Institute for Geo-Hydrological Protection (CNR IRPI),  three training programmes on the subject of non-contact river discharge estimation techniques were organized from June 3 to 14, at Department of Hydrology, IIT Roorkee. These programmes are sponsored mainly by the Ministry of Water Resources and Ganga Rejuvenation, Government of India through its two important World Bank assisted project schemes, viz., The National Hydrology Project (NHP), and the Dam Rehabilitation and lmprovement Project (DRIP). The participants of the training programmes are mainly the river engineers and hydrologists working in Central and State Governments river engineering organisations. MoU paves way for further strengthening the research collaboration between CNR IRPI and IIT Roorkee for research activities on Natural Risks that the Indian and Italian Governments are promoting and that mainly concern the hydrometeorological monitoring (ground and satellite), flash floods and flood phenomena, drought, landslides, groundwater, fusion of glaciers, water resources management, climate change, research and technological innovation. For the latter, CNR IRPI will collaborate with IIT Roorkee in the framework of a project on the monitoring of discharge with no-contact radar technology for the identification of pilot sites in the Godavari and Khrisha river systems.

Rischio sociale da frana: Italia a macchia di leopardo

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Uno studio dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr, pubblicato da Earth-Science Reviews, utilizzando i dati di 1.017 frane fatali avvenute tra il 1861 e il 2015, propone un approccio innovativo per quantificare in termini probabilistici distribuzione spazio-temporale, tempo di ritorno e impatto atteso sulla popolazione di questi eventi calamitosi. Lo studio stima valori di rischio sociale elevato con tempi di ritorno bassi nelle Alpi centrali, del nord-est, occidentali e in Campania; intermedi nelle Alpi Nord-Occidentali, in Liguria, nella zona di transizione Alpi-Appennini, in Calabria e nella Sicilia Nord-Occidentale

Un nuovo studio dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irpi), pubblicato sulla rivista Earth-Science Reviews, propone un approccio innovativo per quantificare il rischio sociale da frana in Italia, ossia il rischio che questi eventi calamitosi pongono alla popolazione e alla società. L’approccio proposto permette di valutare in termini probabilistici la distribuzione spaziale e temporale del rischio utilizzando i dati di intensità e frequenza di oltre mille frane con vittime, avvenute dall’unità d’Italia a oggi. I risultati dello studio, oltre a migliorare la zonazione del rischio a scala sinottica, per la prima volta permettono una valutazione del tempo di ritorno delle frane fatali e dell’impatto atteso sulla popolazione.

“L’approccio innovativo proposto utilizza dati storici relativi a un dettagliato catalogo per eventi dei quali sono disponibili informazioni accurate, sulla localizzazione e sul numero delle vittime, in base al quale si è quantificata la magnitudo dell’evento franoso”, spiega Mauro Rossi del Cnr-Irpi e ideatore dello studio. “Utilizzando i dati di 1.017 frane fatali, avvenute tra il 1861 e il 2015, è stata applicata una distribuzione di probabilità per modellare il rischio sociale e stimare, per la prima volta, il tempo di ritorno delle frane in funzione dell’impatto atteso sulla popolazione”.

I risultati confermano che il rischio sociale da frana in Italia varia largamente ed è funzione della combinazione di tre parametri: “L’evento con il più alto numero di vittime registrato (F), il numero totale di frane con vittime (E) e l’esponente della distribuzione di probabilità adottata (s), cioè la proporzione tra frane con bassa e alta magnitudo”, prosegue Rossi. “Le tre variabili sono state calcolate su una griglia con celle di 10 km di lato per consentire una valutazione regolare ed uniforme del rischio sociale sull’intero territorio nazionale”.

“Lo studio ha permesso di stimare valori di rischio sociale elevato con tempi di ritorno bassi (inferiore ai 30 anni) per diverse porzioni delle Alpi centrali e del nord-est, delle Alpi occidentali e della Campania. Valori intermedi sono osservabili nel settore nord-occidentale delle Alpi e in Liguria, e in aree limitate della zona di transizione Alpi-Appennini, in Calabria e nel settore nord-occidentale della Sicilia”, sostiene Fausto Guzzetti, direttore del Cnr-Irpi. “I risultati di questa ricerca forniscono nuove informazioni sulle variazioni spazio-temporali del rischio sociale da frana in Italia, contribuendo a migliorare le zonazioni esistenti, a promuovere l’efficacia dei sistemi di allertamento nazionale e regionali, a progettare e implementare efficaci strategie di comunicazione, mitigazione e adattamento”.

L’approccio fornisce una rappresentazione coerente e realistica e può essere applicato anche in contesti geografici al di fuori del territorio nazionale, dove le frane rappresentano un pericolo esteso e talvolta sottovalutato. “Il catalogo dal quale sono state ottenute queste analisi rappresenta un’unicità italiana, sia per l’estensione temporale sia per il contenuto informativo”, conclude Paola Salvati del Cnr-Irpi e coautrice del lavoro, “ma il nostro approccio può essere applicato ad altre tipologie di rischi naturali e non, per i quali siano noti i dati di frequenza e di magnitudo”. Il modello proposto conferma la difficoltà nella modellazione di set di dati di tipo sparso, quanto sia complesso definire in modo univoco il rischio e come non sia sufficiente un solo parametro per definirlo correttamente. Il lavoro ribadisce l’importanza delle attività di raccolta e gestione di banche dati relative a eventi naturali, fondamentali per una corretta valutazione dei rischi anche se finora non riconosciute a sufficienza.

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Rappresentazione della variabilità geografica dei tre parametri E, F, s, singola (a-b-c) e combinata in falso colore (d), usati per la stima del rischio sociale da frana

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Rappresentazione della variabilità geografica dei tempi di ritorno delle frane in funzione dell’impatto atteso sulla popolazione, espresso dal numero di morti (fatalities)

Second Meeting under the Agreement on Scientific Cooperation between CNR and the University of Malta (UoM)

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From 5 to 9 June 2019 the second meeting of the Research Project funded under the Agreement on Scientific Cooperation between CNR and the University of Malta (UoM) – Biennial Programme 2018/2019 was held in Msida (Malta). This meeting involved Loredana Antronico and Roberto Coscarelli both of CNR-IRPI and Prof. Anton Micaleff and Dr. Sebastiano D’Amico of the Institute of Earth Systems and the Department of Geosciences of the University of Malta, respectively.

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New book about monitoring and prediction of hydro-meteorological extremes through the use of remote sensing

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The book Extreme “Hydroclimatic Events and Multivariate Hazards in a Changing Environment: A Remote Sensing Approach” is now avaialble on the Elsevier store . The book, edited by Christian Massari from the IRPI-CNR and Dr. Viviana Maggioni from George Mason University, provides a detailed overview of remotely sensed observations, current and future satellite missions useful for hydrologic studies and water resources engineering, and a review of hydroclimatic hazards. It covers both short and long-term predictions from earth observations, along with long-term climate dynamics and models and is intended for hydrologists, agronomists, geologists and water resource scientists focusing on climate change, sustainability, risk-assessment, and risk reduction.

Link to the book »

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Atelier di formazione alla ricerca in alta quota

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Nell’ambito del progetto RiST2, cofinanziato dalla Fondazione CRT, dal 2 al 6 settembre 2019 nel bacino glaciale della Bessanese (Balme, TO) si svolgerà un “Atelier di formazione alla ricerca in alta quota”. L’iniziativa è finalizzata all’introduzione di studenti universitari di atenei piemontesi ai metodi della ricerca scientifica ed alle loro dirette applicazioni in campo. Gli studenti saranno i veri protagonisti dell’Atelier: definiranno obiettivi e metodi del proprio progetto ricerca, raccoglieranno ed analizzeranno dati, e presenteranno infine i risultati del loro lavoro. Ricercatori del CNR-IRPI e dell’INRiM seguiranno tutto il percorso formativo degli studenti, stimolandoli e coinvolgendoli mediante l’applicazione di un approccio collaborativo e condiviso. La base logistica per le attività in campo sarà il Rifugio Gastaldi.

Per informazioni:
marta.chiarle@irpi.cnr.it

Allegati:
locandina

L’IRPI ha partecipato al ‘Mistral Hackathon’

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Il 30 maggio 2019 Paola Reichenbach (ricercatrice presso il CNR IRPI di Perugia) ha partecipato, presso il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale del Politecnico di Milano, all’evento ”Mistral Hackathon”. Si tratta di una giornata di confronto per raccogliere le esigenze di potenziali fruitori del nascente portale della meteorologia italiana Mistral, al fine di progettare e implementare le modalità di visualizzazione ed esposizione dei dataset e dei metadati, adattati ai bisogni dell’utente. La giornata si è svolta con discussioni (per esempio, dati misurati da stazione, dati radar e satellite, modellistica e servizi meteorologici personalizzati) in tavoli settoriali (trasporti, media, energia, sport/eventi, istituzioni, agricoltura, assicurazioni, provider di servizi meteo, ricerca). I risultati delle discussioni tra i componenti dei tavoli tematici saranno utilizzati per definire i requisiti del portale meteo nazionale in via di costruzione.

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I canali social dedicati all’evento sono:

Twitter
https://twitter.com/Mistral_hack19
Nickname: @Mistral_hack19
Nome: Mistral Hackathon 2019

Linkedin
Link: https://www.linkedin.com/in/mistral-hackathon-6a5927187/
Nome: Mistral Hackathon

YouTube
Canale dedicato all’evento

Hashtag
#mistralhackathon #mistralhackathon2019

 

Workshop on climate and tourism for the INDECIS project

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On Tuesday 30 May a Workshop on “Realizzazione e Comunicazione di Servizi Climatici per il Settore Turistico del Parco Nazionale della Sila nell’ambito del Progetto INDECIS” has been organized by CNR-IRPI – office of Cosenza -, Ente Parco Nazionale della Sila and University “Rovira i Virgili” of Tarragona (Spain). The Workshop, that will be held in the “Centro Visita Cupone” of the Parco Nazionale della Sila, is part of the European INDECIS Project (Integrated approach for the development across Europe of user oriented climate indicators for GFCS high-priority sectors: agriculture, disaster risk reduction, energy, health, water and tourism). The project, coordinated by Enric Aguillar of the University Rovira i Virgili/Center for Climate Change (C3) of Tarragona – Spain, has a partnership composed by researchers of Institutes and Universities coming from 12 EU Countries. Roberto Coscarelli (CNR-IRPI – Office of Cosenza) is one of the Principal Investigators.

The Sila Park has been chosen as study Area in the Project for the tourism sector. The Workshop includes two sessions: the first one having relations of experts in the climate and tourism sectors (project participants and from the Centro Funzionale Multirischi of ARPACAL) and a second one based on the focus groups. Each focus group will be composed by local tourism stakeholders (parks, hotel owners, tourism associations and agencies, etc.) and by climate experts. In this way, the stakeholders will put in evidence, based on their needs and knowledge, their expectations relatively to the climate services that are the aims of the INDECIS Project.

 

For information: roberto.coscarelli@irpi.cnr.it

Attached: programma

Sistema SANF: laboratorio tra IRPI e DPC

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Nella giornata di oggi 22 maggio 2019 sì è svolto, presso il Dipartimento della Protezione Civile a Roma, una giornata di incontro e formazione tecnica per i Centri Funzionali Decentrati regionali sul sistema di allertamento per frane pluvioindotte SANF.

Un laboratorio in cui i ricercatori dell’IRPI CNR della sede di Perugia hanno messo a disposizione le loro competenze per discutere di alcuni strumenti a supporto delle valutazioni del rischio idrogeologico.

Per approfondimenti sul sistema innovativo SANF si veda:
http://www.irpi.cnr.it/product-service/sanf/
http://www.irpi.cnr.it/project/sanf-rfi/
http://www.irpi.cnr.it/project/sanf-liguria/

 

Alcuni scatti della giornata

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