Venticinque anni fa il disastro di Sarno: un evento chiave per la riduzione del rischio geo-idrologico in Italia

Sono trascorsi 25 anni da quel 5 maggio 1998, quando Sarno ed altri quattro comuni della Campania furono interessati da una serie di colate di fango che determinarono la perdita di 160 vite umane, e danni materiali quantificati in circa 30 milioni di euro. Si trattò di un evento molto complesso, sia dal punto di vista dei fenomeni che della gestione dell’emergenza, risultando tra quelli più impattanti nella lunga serie dei disastri geo-idrologici in Italia. La reazione emotiva fu molto forte nell’opinione pubblica così come nella classe politica, al punto da disporre una fitta serie di attività di prevenzione non-strutturale a scala nazionale confluite nella legge 267/1998, che riprendeva in parte quanto già inserito nella Legge 183/1989. Oltre a favorire interventi finalizzati alla riduzione del rischio geo-idrologico, il disastro del 1998 portò ad una notevole implementazione dell’intero sistema della Protezione Civile italiana, sia in termini di prevenzione dei rischi naturali che di risposta all’emergenza. Sebbene i progressi fatti in questi 25 anni siano notevoli anche in termini di conoscenze scientifiche, il 93.9% dei comuni italiani permane in condizioni di rischio per frane, alluvioni e/o erosione costiera, con danni alle persone ogni anno (https://polaris.irpi.cnr.it/report/).
Per ulteriori approfondimenti sul disastro del 1998 si rimanda all’articolo di Esposito et al. (2023) pubblicato sulla rivista scientifica “International Journal of Disaster Risk Reduction”, che fornisce una dettagliata descrizione dell’evento ed i progressi raggiunti dopo di esso, mettendo in evidenza le questioni ancora aperte per migliorare le attività di prevenzione. Si consiglia, inoltre, la consultazione dei seguenti focus pubblicati sul sito Polaris-IRPI: