Interventi non strutturali nella filiera per la gestione del rischio_ la percezione sociale e la comunicazione del rischio geo-idrologico secondo gli esperti nel caso studio di Maierato (Calabria meridionale, Italia)

Antronico L., De Pascale F., Coscarelli R., Gullà G., 2020, Interventi non strutturali nella filiera per la gestione del rischio_ la percezione sociale e la comunicazione del rischio geo-idrologico secondo gli esperti nel caso studio di Maierato (Calabria meridionale, Italia), Geologia dell'ambiente Supplemento al n. 1/2020 (2020): 213–217.,
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La gestione del rischio, in emergenza e in condizioni ordinarie, si può schematizzare secondo una filiera che utilizza l'adattamento, la mitigazione e la riduzione del rischio, perseguibili con interventi strutturali e non strutturali variamente combinati. Filo conduttore del percorso delineato è la valutazione della pericolosità dei fenomeni e/o degli eventi, su area vasta e su singolo versante. Fra gli interventi non strutturali assumono un ruolo di rilievo il monitoraggio - specialmente se condotto nell'ambito di laboratori in sito - e il coinvolgimento delle comunità che vivono nelle aree a rischio. In particolare, il coinvolgimento della popolazione risulta essenziale per conseguire i risultati più efficaci possibili nella gestione del rischio stesso. Tutti concordano, infatti, nell'affermare che un'adeguata informazione e consapevolezza dei cittadini sull'esposizione al rischio, nonché un'educazione al rischio stesso, siano fondamentali per attuare mirate strategie di intervento. Infatti, se la popolazione non è sufficientemente consapevole ed informata dei pericoli naturali a cui è esposta, difficilmente adotterà misure che ne possano ridurre gli impatti negativi. Se da una parte, quindi, è importante che una comunità sia informata e consapevole dell'esposizione ai pericoli naturali, risulta ancora più importante che gli amministratori locali siano consapevoli del grado di conoscenza della popolazione da loro amministrata al fine di stabilire politiche adeguate. Inoltre, comprendere come il pubblico percepisce il rischio risulta cruciale nel determinare il modo di diffondere informazioni appropriate allo scopo di aumentare la fiducia della popolazione nelle autorità e, in questo modo, migliorare la capacità pubblica di rispondere a eventi estremi e aumentare la resilienza delle persone. Scienziati e politici spesso concordano sul fatto che il pubblico ha la tendenza a reagire emotivamente o soggettivamente alla complessità e spesso non è in grado di apprezzare la natura incerta complessa delle questioni ambientali. Il pubblico, d'altro canto, tende, molte volte, a criticare gli esperti (scienziati e responsabili politici) per l'utilizzo di un linguaggio tecnico inaccessibile e per non fornire risposte chiare e complete. Questi rilievi evidenziano le difficoltà di interlocuzione che esistono tra il pubblico e gli esperti e la necessità di migliorare la comunicazione del rischio da parte degli esperti. Partendo da questa riflessione, si è ritenuto opportuno svolgere nel febbraio 2018 un'indagine sulla percezione del rischio frana da parte della popolazione di Maierato, cittadina in provincia di Vibo Valentia, coinvolta il 15 febbraio 2010 da un evento franoso ad elevato impatto ambientale e socio-economico. Al termine di questa indagine si è aggiunta l'esigenza di realizzare delle interviste semi-strutturate, coinvolgendo altresì gli esperti cioè gli attori politici locali e i responsabili tecnici e di Protezione Civile del comune in carica nel periodo in cui si è verificato l'evento franoso del 2010 e i soggetti che rivestivano tali incarichi alla data dell'indagine e cioè otto anni dopo l'evento. Questa esigenza è nata dalla necessità di conoscere il punto di vista di amministratori e tecnici locali sulla gestione dell'emergenza del 2010, sul recupero e la riabilitazione, sulla percezione e consapevolezza del rischio della popolazione e sugli interventi di prevenzione, preparazione e adattamento che si inseriscono nel quadro degli interventi non strutturali utili alla mitigazione del rischio.

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