Ruolo dei cambiamenti climatici nella morfogenesi dell’ambiente glaciale-periglaciale e analisi dei rischi associati

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Background

L’ambiente alpino di alta quota sta rispondendo rapidamente ai cambiamenti climatici, soprattutto per la presenza di neve, ghiacciai e permafrost (criosfera), con conseguenze rilevanti sulla stabilità dei versanti. La degradazione della criosfera, il cambiamento dei regimi idrologici e termo-pluviometrici stagionali, sono alcuni dei principali indicatori terrestri del cambiamento in atto. Nel contempo, il crescente numero di turisti e di attività antropiche elevano il grado di rischio.

Scopo

Il progetto intende documentare ed analizzare i processi morfogenentici in atto in ambienti glaciali e periglaciali, le correlazioni con i principali parametri meteo-climatici, gli impatti in termini di pericolosità e rischio.

Metodi

i) censimento, documentazione e analisi dei numerosi e variegati fenomeni d’instabilità che avvengono in questi ambienti, con particolare attenzione a quelli verificatisi negli ultimi 30 anni nelle Alpi; ii) acquisizione ed analisi di dati climatici ed idrologici osservati da stazioni ubicate in ambiente montano; iii) individuazione e studio delle relazioni esistenti tra dinamica geomorfologica e variabili climatiche; iv) individuazione delle aree montane particolarmente sensibili e vulnerabili, monitoraggio della loro evoluzione nel tempo, definizione di scenari futuri; v) valutazione degli impatti dei processi in atto su attività e strutture antropiche; vi) sviluppo di metodologie innovative a basso impatto ambientale, basate sull’integrazione di tecnologie avanzate.

Risultati

  • Implementazione di un dataset sugli eventi di instabilità naturale che si sviluppano negli ambienti glacializzati e periglaciali delle Alpi Italiane;
  • Caratterizzazione del gradiente termico verticale in aree alpine selezionate, finalizzato a: a) conoscenza della variabile termometrica in alta quota, utile per la comprensione dei meccanismi di innesco dei fenomeni di instabilità; b) analisi della sua tendenza temporale e della sua variabilità, stagionale, annuale e spaziale;
  • Analisi con metodi statistici dei dati termo-pluviometrici associati all’innesco di eventi d’instabilità in ambienti d’alta quota delle Alpi Italiane, finalizzata all’individuazione di anomalie climatiche potenzialmente responsabili della preparazione e dell’innesco di tali eventi;
  • Rilievi in campo, caratterizzazione geo-climatica e ricostruzione dell’evoluzione di aree glaciali e recentemente deglacializzate, finalizzati allo studio dell’interazione tra forzante climatica e processi morfogenetici, nel contesto dei cambiamenti climatici in atto, con particolare riferimento ai siti pilota dei bacini glaciali del Breuil e Arguerey (La Thuile, AO);
  • Realizzazione di cartografia tematica per lo studio dell’evoluzione multitemporale di aree glaciali e di recente deglaciazione e per l’analisi delle condizioni morfo-lito-topografiche favorevoli all’innesco di processi di instabilità, nel contesto dei cambiamenti climatici in atto;
  • Attività di ricerca congiunte con la Simon Fraser University (Canada) sul tema degli impatti del cambiamento climatico in aree d’alta quota a scala globale e l’effettiva significatività dei fenomeni analizzati quali indicatori del cambiamento climatico in corso, nell’ambito dell’accordo di collaborazione scientifica tra CNR-IRPI e CNHR;
  • Attività di formazione superiore, comunicazione e divulgazione sulle tematiche inerenti il progetto.

Prodotti

  • Report e pubblicazioni scientifiche;
  • Dataset degli eventi di instabilità naturale occorsi negli ambienti glacializzati e periglaciali delle Alpi Italiane;
  • Dataset riferiti ai gradienti termici verticali in aree alpine selezionate;
  • Set di dati ed elaborazioni statistiche e grafiche inerenti gli eventi di instabilità naturale analizzati;
  • Set di dati multitemporali riferiti ad apparati glaciali alpini, con particolare riferimento ai siti pilota dei bacini glaciali del Breuil e Arguerey (La Thuile, AO);
  • Cartografia tematica di aree glaciali e di recente deglaciazione.

Conclusioni

L’alta montagna si sta dimostrando sempre più un ambiente particolarmente sensibile al riscaldamento climatico in atto. Il monitoraggio sistematico e continuativo, negli anni, dei processi morfogenetici e d’instabilità naturale che ivi si sviluppano può fornire informazioni preziose per la definizione di scenari di pericolosità e rischio nel breve e medio termine, oltre a contribuire alla comprensione degli effetti al suolo dei cambiamenti climatici in atto.