Progetto Presídi

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Background

Il progetto presidi soddisfa un’esigenza normativa (D.P.C.M. 27/02/2004) e conoscitiva della Protezione Civile Regionale del Piemonte; diventa uno strumento funzionale all’aggiornamento dei punti di criticità idrogeologica del territorio, individuati e verificati dopo una complessa indagine retrospettiva e lunga concertazione di diversi Enti territoriali competenti, e al loro monitoraggio durante le fasi parossistiche di eventi di piena o frana, mediante apposite schede. Nel corso del progetto sono stati anche avviati corsi di formazione del volontariato.

Scopo

Il progetto nasce dalla necessità per la Protezione Civile della Regione Piemonte di conoscere i diversi gradi di criticità lungo le aste idrografiche minori al fine di istituire i presidi idraulici e idrogeologici. Di qui l’affidamento di un progetto scientifico che sintetizzasse una situazione aggiornata anche alla luce degli eventi di instabilità pregressi, che potesse consentire di configurare secondo differenti associazioni spazio-temporali e nell’ambito dei diversi sistemi vallivi, la distribuzione degli effetti sul territorio per un migliaio di corsi d’acqua tributari (circa 3000 casi/evento) su un arco di tempo che, in forma estesa, ha coperto circa 400 anni.

Metodi

Il metodo di indagine si è basato su analisi storica, analisi fotografica (aerea e terrestre) multitemporale, analisi delle cartografie storiche e ricerca archivistico-bibliografica. Il complesso delle notizie ricavate si riferisce a descrizioni e cronache di eventi meteoidrologici e di piena torrentizia, avvenuti (o meglio, registrati indirettamente per gli effetti o danni prodotti) a partire dal XVI Secolo, e in forma più omogenea a partire dalla seconda metà del XVII, per alcune valli e, più generalmente, dall’inizio dell’800 per l’intero territorio. La base informativa e territoriale utilizzata per la creazione del progetto è stata realizzata attraverso il software ArcGIS® 9.1 (ESRI) in scala 1:10.000.

Risultati

Le notizie selezionate sono state organizzate in un Data base anche sulla base delle Zone di Allerta regionale (ARPA Piemonte). Analisi temporali organizzate in 3 classi di frequenza hanno portato ad individuare il numero e l’elenco dei torrenti che avevano prodotto eventi di piena parossistica in specifici intervalli temporali. Per l’intera Regione Piemonte sono stati individuati su base storica oltre 1050 corsi d’acqua, per l’80% dei quali (complessivamente in numero pari a 852) è stato possibile fornire corretta ubicazione su supporto grafico nonché sintetizzarne i punti informativi, aggiornati mediante indagini geomorfologiche di verifica. Per ciascuna “zona allerta” si è calcolo il numero di segnalazioni e quindi l’incidenza areale delle segnalazioni stesse.

Prodotti

Le risultanze delle ricerche condotte nel progetto realizzato hanno gettato le basi per una serie di attività condotte dalla Regione Piemonte anche per ottemperare alla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM del 27 febbraio 2004); la Regione Piemonte con D.G. N 14-9023 del 25/06/2008 ha approvato il disciplinare per l’istituzione dei presidi idraulici ed idrogeologici di protezione civile. I presidi sono istituiti per garantire servizi preventivi ed operativi e sono individuati sulla base di valutazioni tecniche e sono classificati in tre livelli: presidi di primo livello, considerati strategici per l’assistenza e il pronto intervento logistico istituiti dalla regione; presidi di secondo livello istituiti dalla regione su proposta delle province in grado di assicurare tutte le attività richieste; presidi di terzo livello istituiti dalla regione su proposta delle province che si avvalgono di una o più sedi logistiche comunali o del volontariato.

Conclusioni

L’istituzione dei presidi, attualmente in forma sperimentale, contribuisce a garantire servizi preventivi ed operativi, soprattutto in fase di crescente criticità territoriale fornendo indicazioni rapide sull’evoluzione degli effetti al suolo in punti strategici.