Pericolosità delle Conoidi Alluvionali

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Background

Le conoidi alluvionali sono forme molto diffuse in Calabria, sia in valli intermontane allo sbocco dei corsi d’acqua nei fondi valle, sia lungo i fronti montani. In particolare, la maggior parte delle conoidi attuali risultano correlate al trasporto ed al deposito di materiale detritico derivante dall’innesco di un singolo o di più movimenti franosi ricorrenti nel tempo all’interno del bacino idrografico ad esse associato. Come in varie e vaste aree del mondo, anche in Calabria l’attività delle conoidi presenta caratteristiche di intermittenza in quanto tale attività è strettamente collegata all’intensità e alla frequenza dei processi che avvengono all’interno dei bacini idrografici. In particolare, la maggior parte delle conoidi attuali presenti sul territorio calabrese è inattiva. Esse sono state oggetto, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, di massicci interventi antropici (ponti, edifici, opere). Ciò sicuramente costituisce un presupposto per l’esposizione al rischio delle strutture ed infrastrutture presenti nel momento in cui si presuppone una recrudescenza dei processi che in passato portarono alla loro costruzione (in particolare colate di detrito).

Scopo

Gli obiettivi del progetto di ricerca hanno riguardato lo studio di procedure per la definizione della pericolosità e del rischio in ambiente di conoide in Calabria. La recente recrudescenza di colate detritiche su conoide, dopo un lungo periodo di relativa calma, ha reso questo tema d’attualità. Per lo studio, sono stati individuati tre casi: la conoide di Fuscaldo Marina (CS), la conoide di Aiello Calabro (CS) e la Conoide di S. Lorenzo D’Aspromonte (RC). Nel primo dei tre casi esaminati le colate detritiche si sono manifestate fino alla prima metà del ‘900, mentre per Aiello Calabro e, soprattutto, per S. Lorenzo le fenomenologie si sono attivate in tempi attuali.

Risultati

Il gruppo di lavoro, nell’analizzare la problematica da investigare ha ricostruito i caratteri tipici delle tre conoidi alluvionali campione e dei fenomeni che vi insistono, sulla base di dettagliati studi geomorfologici, geologici, sedimentologici, geotecnici, geofisici, storiografici, implementando un modello di calcolo per il runout delle colate. Sono stati individuati, inoltre, per i casi di studio i punti critici del processo di valutazione del rischio da flussi iperconcentrati e colate detritiche in ambiente di conoide consistenti essenzialmente nella qualità e quantità/continuità temporale dei dati.

Conclusioni

I risultati conseguiti mettono in evidenza la validità metodologica dello studio, in quanto è stato dimostrato come la procedura multidisciplinare adottata abbia le potenzialità per fornire al modello di simulazione i dati per il suo adeguato impiego. Nello stesso tempo la discontinuità e non omogeneità del livello di attendibilità dei dati pregressi non sistematici ha in parte impedito di raggiungere, sul piano della utilizzabilità dei risultati, la definizione del rischio con un grado di attendibilità sufficiente per trasferirla in sistemi di vincoli territoriali.