Sistema di monitoraggio delle frane del Tessina e di Lamosano (BL)
Laboratori
Referente interno: Alessandro Pasuto
Email: alessandro.pasuto@cnr.it
A seguito della riattivazione della frana del Tessina del 1992 IRPI fu incaricato, dall’allora Ministero della Protezione Civile, di ideare e progettare un sistema di monitoraggio ed allarme per la messa in sicurezza degli abitati di Funés e Lamosano. Si individuarono quindi gli strumenti più idonei per controllare tipologie diverse di fenomeni quali lo scivolamento rotazionale della parte superiore e la colata in prossimità degli abitati. La filosofia con cui venne concepito il sistema prevedeva infatti di controllare la zona sorgente, soprattutto a scopo di studio, e la colata, con finalità prevalenti di allarme. Da allora le attività di monitoraggio seguono le fasi di attività della frana caratterizzata da fasi parossistiche alternate a momenti di relativa quiete. Al momento l’area è monitorata con piezometri, 34 prismi topografici interrogati ogni 6 ore da una Stazione Totale Robotizzata, 15 capisaldi GNSS seguiti con misure periodiche e un misuratore di portata in continuo nella galleria drenante costruita per intercettare le acque dirette verso l’ammasso instabile. I dati dei prismi topografici sono accessibili tramite una web-based platform.
Parallelamente è attivo il sistema di monitoraggio in continuo della frana di Lamosano dove piezometri e inclinometri fissi in continuo misurano la falda e gli spostamenti lungo la superfice di scivolamento della grande frana su cui sorge il paese di Lamosano. A questo monitoraggio geotecnico è associato un monitoraggio topografico costituito da capisaldi GNSS acquisiti in periodico e una Stazione Totale Robotizzata che lavora in continuo e controlla gli spostamenti delle case, del campanile e delle infrastrutture.
Antonella Barizza
Collaboratore tecnico enti di ricerca
Tel: +39 049 8295709
Email: antonella.barizza@cnr.it



