Background
L’attuale cambiamento climatico sta producendo impatti sempre più visibili e distruttivi nei territori esposti, in funzione delle loro caratteristiche fisiche e sociali. Promuovere la riduzione del rischio di disastri richiede quindi strategie coordinate che coinvolgano una pluralità di attori — scienziati, decisori politici, istituzioni e cittadini — a diversi livelli di governance. Al centro di questo processo vi è la comunicazione del rischio, intesa come lo scambio di informazioni e opinioni sui rischi e sui fattori ad essi collegati tra analisti, responsabili della gestione e portatori di interesse. Una comunicazione efficace del rischio sostiene la gestione del rischio stessa, orientando decisioni e azioni volte a ridurre la pericolosità, l’esposizione e la vulnerabilità.
Tuttavia, l’efficacia della comunicazione è strettamente legata alla percezione del rischio, ossia al modo in cui individui e comunità interpretano la probabilità e la gravità dei pericoli. Tale percezione è influenzata dalle conoscenze disponibili, dalle esperienze pregresse e dalla capacità di adattamento a livello locale.
Obiettivo
Il progetto REFOCUSING (PRIN 2022) mira a rafforzare l’adattamento al cambiamento climatico migliorando la governance del rischio attraverso una comunicazione più efficace, credibile e partecipata. Il progetto si concentra sui rischi geo-idrologici legati al clima (alluvioni e frane) e, dove pertinente, sui processi costieri (erosione costiera e mareggiate), basandosi su uno studio comparativo in due comuni pilota: Osimo (Regione Marche) e Vibo Valentia (Regione Calabria).
Lo scopo principale è superare una logica basata esclusivamente sulle allerte e promuovere un modello di comunicazione orientato alla preparazione: visibile nella quotidianità, operativo durante le emergenze e capace di favorire apprendimento dopo gli eventi. Il principale risultato atteso è una strategia operativa di comunicazione del rischio, partecipata e radicata nel contesto locale, calibrata sulle specificità territoriali ma trasferibile ad altri contesti e a diversi scenari di rischio.
Metodi
Le attività sono state articolate in quattro Work Package.
WP1 – Analisi preliminare
Ha ricostruito la storia dei pericoli, gli impatti, i sistemi di comunicazione esistenti e le reti di stakeholder in entrambi i comuni, producendo una base di dati validata.
WP2 – Consultazione degli stakeholder
Ha raccolto evidenze empiriche attraverso un questionario rivolto ai cittadini (319 risposte valide) e focus group con referenti istituzionali e intermediari. Questa fase ha esplorato la percezione del rischio, la fiducia, le pratiche comunicative e i canali preferiti, producendo un “Consultation Toolbox” riutilizzabile.
WP3 – Strategia partecipata di comunicazione del rischio
Ha tradotto le evidenze raccolte in una strategia operativa, calibrata sul contesto locale. Il modello pone l’accento su messaggi chiari e orientati all’azione, sul rafforzamento dei flussi operativi istituzionali, su un sistema comunicativo digitale ma inclusivo e sulla promozione della preparazione come pratica ordinaria lungo tutto il ciclo del disastro.
WP4 – Disseminazione
Ha garantito un coinvolgimento e una collaborazione continua con le amministrazioni comunali, gli attori della Protezione Civile e la rete di volontariato locale