In linea con gli obiettivi del PE RETURN, che mirano a una miglior comprensione dei rischi naturali affinando le metodologie per la prevenzione e il monitoraggio e promuovendo un uso più efficiente di dati e servizi, la proposta progettuale “APPARE – Analisi e documentazione di Piene imProvvise per un Aumentata REsilienza in zone montane” si concentra sull’importante tema delle piene improvvise in aree montane e collinari, con l’obiettivo di aumentare la comprensione di questi eventi e migliorare la resilienza dei territori interessati.
In particolare, il principale risultato atteso dalla proposta progettuale è l’affinamento dei metodi di rilievo e analisi per la ricostruzione post-evento delle portate di picco a partire dalle tracce dell’evento e dai dati topografici. Questo risultato contribuirà a migliorare l’accuratezza nella stima delle portate di picco, consentendo una più precisa ricostruzione della risposta idrologica a questi eventi estremi. La raccolta di accurati dati di portata di picco in bacini montani e collinari colpiti da piene improvvise, insieme alla documentazione degli effetti geomorfologici, permetterà una migliore comprensione degli eventi alluvionali e delle loro scale spaziali e temporali, contribuendo alla creazione di una base informativa essenziale per sviluppare strategie di mitigazione. Inoltre, la raccolta di dati in piccoli bacini montani e collinari non strumentati rappresenta una fonte unica e preziosa di informazioni sulla risposta idrologica e geomorfologica in questi ambiti notoriamente poco documentati.
Un importante risultato progettuale sarà il trasferimento delle competenze acquisite e la diffusione dei risultati a professionisti e personale degli enti che operano nella gestione dei corsi d’acqua in zone montane. La diffusione delle conoscenze contribuirà a sensibilizzare le comunità interessate e gli enti gestori coinvolti sulle migliori pratiche per documentare e analizzare le piene improvvise e, conseguentemente, acquisire conoscenza per meglio affrontare in futuro eventi simili aumentando la resilienza delle aree interessate.
L’integrazione di dati idrologici con osservazioni geomorfologiche e analisi di connettività consentirà una comprensione più completa degli eventi alluvionali non solo focalizzata sugli effetti lungo il corso d’acqua, ma estesa anche ai versanti. Questo risultato è ben collegato anche alla Tematica 3 dell’Allegato 2 del bando, dove si sottolinea l’importante ruolo giocato dall’interazione tra processi morfodinamici del versante e dell’alveo nei piccoli bacini montani. Inoltre, il progetto APPARE contribuirà a fornire dati idrologici fondamentali per la taratura e validazione di modelli numerici nei piccoli bacini montani e collinari, caratterizzati da una generale scarsità di questo tipo di informazione.
La finalizzazione di analisi di dati raccolti negli ultimi anni in bacini interessati da piene improvvise (e.g., alluvione Ovadese 2019, alluvione Marche 2022) e la raccolta di nuovi dati da eventi che si dovessero verificare nel corso del progetto, consentirà di arricchire i database già disponibili in letteratura e di comparare i nuovi dati con eventi passati in diversi contesti geoclimatici.
In sintesi, i risultati attesi dalla proposta progettuale “APPARE” mirano a migliorare la comprensione delle piene improvvise in aree montane e collinari, fornendo dati e conoscenze fondamentali all’integrazione e/o sviluppo di modelli. Ciò potrebbe portare a una maggiore resilienza di tali territori attraverso una migliore pianificazione e gestione del rischio, nonché per mezzo della condivisione delle conoscenze acquisite con gli stakeholder.