Uno studio in collaborazione tra il CNR IRPI, la Geoservizi srl e le Università di Trento e di Chieti-Pescara, ha fatto luce sui meccanismi che innescano le frane su Cerere, il pianeta nano della fascia asteroidale. I movimenti franosi sono estremamente comuni su questo corpo celeste, ma fino ad oggi le cause d’innesco erano rimaste poco chiare.
La ricerca, coordinata da Maria Teresa Brunetti per il CNR IRPI e da Marco Emanuele Discenza di Geoservizi srl, ha analizzato immagini ad alta risoluzione e modelli tridimensionali della superficie di Cerere raccolti dalla sonda Dawn della NASA. I ricercatori hanno analizzato otto frane, selezionate da un catalogo di 57 eventi, localizzate nelle immediate vicinanze di crateri da impatto di diametro superiore a 5 km. Attraverso l’analisi del conteggio dei crateri minori, presenti sui depositi di frana e sugli ejecta dei crateri da impatto, il team ha stimato l’età delle varie strutture superficiali. Le frane sono risultate geologicamente recenti, con età comprese tra circa 13 e 107 milioni di anni, e coeve ai crateri da impatto, suggerendo un meccanismo di causa-effetto tra le due tipologie di fenomeni. L’assetto morfologico e i risultati della datazione forniscono quindi, l’evidenza che impatti di meteoroidi —intercettando i pendii o il bordo di crateri pre-esistenti sulla superficie di Cerere — abbiano innescato i movimenti di massa studiati.
Lo studio apre nuove prospettive metodologiche: l’approccio combinato dell’analisi morfologica e della datazione dei crateri e delle frane può essere applicato anche ad altri corpi del Sistema Solare, contribuendo a una comprensione più profonda dei processi geologici in ambienti planetari.
Ulteriori informazioni
Riferimento bibliografico
Discenza, M.E., Brunetti, M.T., Molaro, L., Minnillo, M., Komatsu, G., Miccadei, E (2025). Evidence for landslides triggered by impact events on Ceres. Commun Earth Environ 6, 1042. https://doi.org/10.1038/s43247-025-03119-x