Misurazioni di concentrazioni di attività del gas Radon in acqua ad uso pubblico nella Provincia di Cosenza. Un possibile protocollo regionale ad adempimento del D.Lgs. 15 febbraio 2016, n.28.

Durante G., Trozzo R., Capua M., Orbe J., Tene T., Buttafuoco G., Lupiano V., Rago V., IovineG., 2017, Misurazioni di concentrazioni di attività del gas Radon in acqua ad uso pubblico nella Provincia di Cosenza. Un possibile protocollo regionale ad adempimento del D.Lgs. 15 febbraio 2016, n.28., Convegno Nazionale AIRP di Radioprotezione - Sorgenti di radiazioni_ dai modelli alle misure, pp. 379–385, Salerno, 8-10/11/2017,
URL: http://www.cnr.it/prodotto/i/378415

Il Decreto Legislativo 28/2016 stabilisce i criteri per la tutela della salute della popolazione da gas radon e trizio, presenti nelle acque destinate al consumo umano, in ottemperanza della Direttiva EURATOM 2013/51. La legge definisce quali sono gli obblighi degli Enti Pubblici competenti a svolgere controlli per scopi di tutela della salute e impone alle Regioni l'elaborazione e la messa in atto di un programma di controllo che deve essere approvato dal Ministero della Salute. La realizzazione di tale programma di controllo non può prescindere dall'analisi delle caratteristiche geologiche del territorio che influenzano, spesso in modo rilevante,la concentrazione di attività del radon. In questo lavoro sono presentati i primi risultati ottenuta da una collaborazione finalizzata alla messa a punto di tecniche di misura di concentrazione di gas radon in acqua sorgiva e di una metodologia standard di campionamento, ottenuti nell'ambito di protocolli d'intesa recentemente stipulati tra ArpaCal e Dipartimento di Fisica dell'Università della Calabria (UNICAL). In particolare, sono confrontate misure di gas radon su acque prelevate da "pubblici fontanini" effettuate con due metodiche differenti, vantaggiose in circostanze diverse_ la tecnica spettrometrica non richiede degassaggio ed è basata sulla spettrometria gamma al Germanio iperpuro di tipo "N" ad alta risoluzione, un secondo metodo utilizza la tecnica emanometrica e celle a scintillazione. Sono presentati i primi risultati del monitoraggio di un'area ristretta in provincia di Cosenza, ottenuti seguendo un dedicato protocollo di campionamento e di misura. La scelta delle sorgenti si basa su criteri geologici e di volume utili per l'elaborazione del programma di controllo delle acque destinate al consumo umano, come da indicazioni contenute nell'Allegato II della sopracitata legge 28/2016. I criteri geologici derivano dai risultati di recenti studi, effettuati in Calabria centro-settentrionale (Iovine et al., 2017). I risultati preliminari, ottenuti in un'area ristretta sono incoraggianti ed il metodo seguito è potenzialmente estensibile all'intera Regione Calabria.

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