L’alluvione nell’alta Val Tanaro: gli aggiornamenti da Cnr-Irpi

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05/10/2020

L’alta valle Tanaro è stata pesantemente colpita dall’evento di piena del Tanaro e di alcuni tributari nella notte fra il 2 e 3 ottobre. Le intensissime precipitazioni nel settore alto, cadute a partire dalle ore 10 del 2 ottobre, nel giro di poche ore hanno contribuito ad aumentare a dismisura la portata del Tanaro.

Se ipotizzassimo che il nubifragio, concentratosi sulle pendici dell’alta valle, abbia avuto la stessa intensità di quella registrata a Limone Piemonte (distante solo pochi chilometri), vale a dire 515,4 mm dalle ore 10 alle 22, potremmo giustificare la risposta quasi immediata dell’asta torrentizia dell’alto Tanaro.

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Mappa dell’area interessata

In generale, avendo rilevato i danni sia nel 1994, sia nel 2016, si può affermare che, nel tratto Ceva-Ormea, l’evento di piena è stato leggermente inferiore al 1994, ma superiore al 2016.

Venerdì notte ad Ormea sono iniziati i primi problemi: il centro abitato è stato interessato da una piena rilevante del Torrente Armella, un laterale sinistro, che creò già problemi nel 1994 e nel 2016, ma inferiori a quelli di due giorni fa. Molto materiale legnoso, imprudentemente abbandonato sulle sponde dopo essere stato tagliato, è stato preso in carico dalle acque e trasportato fino in paese.

Scendendo verso valle, il Tanaro ha nuovamente inondato l’abitato di Garessio: la causa principale è sempre la presenza al centro del paese del Ponte Odasso, un attraversamento massiccio a tre arcate, con due poderose pile in alveo, che fu la causa dell’alluvione dell’abitato nel 1994 e nuovamente nel 2016.

A valle, anche l’abitato di Bagnasco ha subito danni. Il famoso ponte romano, pesantemente danneggiato nel novembre 1994 e poi ricostruito, ha nuovamente resistito all’impatto del deflusso. Gli architravi sul lato destro sono stati però abbattuti. Anche gli edifici, ubicati a pochi metri dalla sponda sinistra, sono stati pesantemente inondati come i precedenti eventi di piena: nonostante la loro ubicazione sia stata più volte segnalata come essere a rischio idraulico elevato, gli edifici continuano ad essere presenti ed ostinatamente occupati dai loro proprietari.

Proseguendo verso valle s’incontra l’abitato di Nucetto. La situazione è apparsa molto simile a quella del 1994. Tutta l’area in sponda sinistra è stata inondata. A differenza dell’alluvione di 26 anni fa, ora esiste un muro di contenimento in sponda sinistra. Una volta sormontato, le acque di piena hanno comunque invaso le abitazioni creando una sorta di grande piscina al punto che, il giorno seguente, le acque di ristagno nell’area cintata erano più alte del livello del Tanaro.

Anche la cittadina di Ceva, più a valle, è stata ampiamente inondata nell’area pianeggiante che negli anni ’50 era denominata “Polesine”. Questa zona è oggi intensamente edificata e ogni qual volta il Tanaro esonda, sia in sponda sinistra, sia in sponda destra, provoca grandi danni a case di civile abitazione, attività commerciali, scuole e persino la sede della protezione civile.

Per informazioni:
Fabio Luino
Cnr – Irpi
fabio.luino@irpi.cnr.it

Fonte www.cnr.it