Ricercatori italiani dell’IRPI nel team internazionale di ricerca per la riduzione del rischio da frana in India

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Al via i lavori del progetto LANDSLIP – LANDSLIde multi-hazard assessment, Preparedness and early warning in south Asia. La cerimonia di apertura si terrà oggi 20 gennaio presso il Vivekananda International Foundation di Nuova Delhi. Il team internazionale collaborerà per migliorare i sistemi di previsione e monitoraggio dei movimenti franosi con l’obiettivo comune di ridurne l’impatto sulla popolazione, sostenere l’economia e migliorare la resilienza delle comunità in India.

Le frane in India sono causa di un alto numero di vittime, producono cospicue perdite a proprietà e consistenti danni a infrastrutture e servizi. I movimenti franosi sono infatti molto frequenti nelle aree montuose di questo paese e hanno un forte impatto sulle città, densamente popolate, lungo le principali arterie di collegamento e coinvolgono spesso siti Unesco patrimonio dell’umanità.

A causa della complessità delle condizioni ambientali, geologiche e geomorfologiche che controllano i movimenti franosi e la loro variabilità spaziale e temporale, le frane sono fenomeni intrinsecamente difficili da prevedere e gestire. I ricercatori inglesi, italiani e indiani lavoreranno insieme per sviluppare adeguati e innovativi sistemi di gestione del rischio e previsione dei movimenti franosi testando le loro ricerche in due aree di studio: nel Darjeeling, ai bordi della catena Himalaiana, e nel distretto del Nilgiris, nella parte meridionale dell’India nella catena dei monti Ghats.

Il consorzio del progetto LANDSLIP è composto da 36 ricercatori di differenti istituzioni inglesi, italiane e indiane. Per l’Italia sono coinvolti ricercatori dell’Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica (IRPI) del Cnr che collaboreranno al progetto quadriennale con i colleghi inglesi del British Geological Survey (BGS), del King’s College London (KCL), della Newcastle University, e del UK Met Office. Per l’India sono coinvolti i geologi del Geological Survey of India (GSI). Il progetto rientra nell’ambito del programma internazionale SHEAR – Science for Humanitarian Emergencies And Resilience – finanziato dal governo inglese, dal NERC (Natural Environment Research Council) e dall’ESRC (Economic & Social Research Council), con l’obiettivo di sostenere e migliorare la resilienza ai disastri naturali, la risposta umanitaria tramite avanzati sistemi di monitoraggio, previsione e gestione dei rischi naturali nei paesi dell’Africa Sub-Sahariana e in quelli dell’Asia meridionale.

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