A seguito degli eventi che nel 1966 colpirono in modo devastante il nostro paese, in particolare Firenze, il Consiglio Nazionale delle Ricerche costituì una rete di Istituti e Laboratori di ricerca per la protezione idrogeologica: a Torino per l’Italia Settentrionale, a Perugia per l’Italia Centrale, a Cosenza per l’Italia Meridionale ed Insulare. L’interesse della Comunità Scientifica riguardo ai problemi del rischio idrogeologico promosse nel 1974 il Progetto Finalizzato “Conservazione del suolo”. Alla conclusione del progetto fu avviata un’iniziativa per rafforzare i rapporti tra Comunità Scientifica e Governo nei problemi della difesa del suolo e, in particolare, per favorire il trasferimento e l’applicazione dei risultati delle ricerche. Si diede vita così, con un Decreto Interministeriale del Ministero della Ricerca Scientifica, di concerto con il Ministero della Protezione Civile ed il Ministero dei Lavori Pubblici, al Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (GNDCI, composto da oltre 100 Unità Operative e 1000 Ricercatori), con la finalità di svolgere insieme ricerca e consulenza scientifica a favore delle Istituzioni Pubbliche preposte alla difesa del territorio e delle sue risorse primarie.
Durante i circa venti anni di attività del GNDCI, lo studio del rischio idraulico, geologico e idrogeologico ha focalizzato l’attenzione sia sugli aspetti inerenti la realizzazione, protezione e manutenzione delle infrastrutture, sia su quelli legati all’interazione tra l’ambiente e l’uomo, con particolare riferimento alla difesa non strutturale del territorio ed alla previsione e prevenzione delle acque sotterranee che costituiscono circa l’80% della fornitura di acqua potabile dell’intero Paese.
Una logica conseguenza di tale evoluzione è stata la concentrazione di quasi tutte le competenze della difesa del suolo nel Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio. Oggi ad esso fanno riferimento il Servizio Geologico, il Servizio idrografico e la Direzione Generale per la Difesa del Suolo.
Lo scopo delle tre manifestazioni di Palermo, Torino e Roma è quello di illustrare i progressi e i risultati ottenuti, le attuali attività e proporre indicazioni sulle ricerche future nel settore della Conservazione e Difesa del Suolo e della salvaguardia delle acque sotterranee dai rischi di degrado qualitativo e quantitativo.