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“Earthquake induced landslides” given by Hakan Tanyas

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Questa mattina Hakan Tanyas (PhD @ ITC – The Netherlands) ospite presso la sede IRPI di Peurgia, ha tenuto una breve presentazione del suo lavoro inerente le frane sismo-indotte e loro modellazione basata sulle mappe di scuotimento, al fine di produrre un modello che possa contenere informazioni su diverse variabili geografiche, geologiche e sismologiche.

Un limite alla modellazione – che potrà basarsi su diverse unità cartografiche di riferimento – come ha spiegato Hakan, è posto dalla eterogeneità e qualità dei dati disponibili (inventari di frane e mappe di scuotimento).

Lo scopo della ricerca è fornire in tempi rapidi una valutazione dell’estensione dell’area potenzialmente interessata da frane indotte da eventi sismici, con conseguenze positive sulle operazioni di protezione civile.

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IGU Commission on Hazard and Risk

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Alessandro Mondini, Ricercatore IRPI, è membro della commissione IGU su Hazard and RISK. Il sito sui lavori della commissione è ora disponibile al seguente indirizzo,
http://oguchaylab.csis.u-tokyo.ac.jp/IGU_Hazard/index.html

Nuovo articolo pubblicato da ricercatore IRPI sulla rivista “Landslides”

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Mauro Rossi, ricercatore IRPI, è coautore di un nuovo lavoro pubblicato sulla rivista Landslides (Impact Factor 3.6): “Reliability of water content estimation by profile probe and its effect on slope stability”.
La pubblicazione esamina la procedura di calibrazione di una sonda (i.e. sensore dielettrico) per la misura del contenuto d’acqua del suolo ed analizza i relativi effetti nell’analisi della stabilità di un versante. In terreni superficiali parzialmente saturi, l’utilizzo di equazioni di calibrazione inappropriate può risultare in differenze di stima del contenuto d’acqua del suolo fino a 10 punti percentuali, influenzando la corretta valutazione della forza di suzione e del Fattore di Sicurezza.

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Partecipazione del CNR IRPI alla Notte dei Ricercatori

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La sede di Padova del CNR IRPI ha partecipato il 29 settembre scorso alla Notte dei Ricercatori, evento organizzato a scala europea con lo scopo avvicinare la cittadinanza al mondo della ricerca.
In occasione della Notte dei Ricercatori, l’Area della Ricerca del CNR di Padova è stata aperta al pubblico per delle visite guidate ai laboratori, che hanno visto la partecipazione di circa 100 persone.
I ricercatori del CNR IRPI hanno sottolineato il contributo dei loro studi alla riduzione dei rischi geo-idrologici. Fra le attività presentate si segnalano la definizione di scenari di rischio per le grandi frane, il coinvolgimento della popolazione mediante iniziative di crowdsourcing in occasione di disastri naturali e l’interferometria da satellite.

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I tirocinanti dell’ITTS Alessandro Volta di Perugia, hanno presentato i risultati del lavoro svolto all’IRPI

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Ormai è consolidato il gemellaggio tra l’IRPI e l’ITTS Alessandro Volta di Perugia: anche in questo avvio di anno scolastico gli studenti delle quarte e quinte hanno svolto un periodo di Alternanza Scuola Lavoro di quattro settimane presso la sede dell’IRPI di Perugia. I vari gruppi di lavoro coordinati dai ricercatori dell’Istituto, Ivan Marchesini e Mauro Rossi, hanno esposto oggi i risultati raggiunti in questo tirocinio.

I temi scelti, per il workshop mensile dei ragazzi, hanno riguardato ambiti IT di grande attualità per i settori di ricerca del Gruppo di Geomorfologia di Perugia: Analisi di dati meteo-climatici e geografici con restituzione di risultati aggregati e non in forma grafica anche 3D o 4D; Realtà virtuale aumentata per la visualizzazione della geologia del territorio; Utilizzo delle API di twitter per prelevare e geolocalizzare tweet che riguardano eventi connessi a dissesto idrogeologico al fine di creare un database ed analizzarne e mapparne i risultati; Rilevazione di dati sul territorio per mezzo di device mobili; Applicazione web per ottenere un elenco di punti sulla mappa in base alla ricerca di luoghi geologici; Utilizzo di servizi meteo nazionali o globali per interrogazione di reti meteo volontarie.

L’Istituto si appresta inoltre ad ospitare altri gruppi di studenti di altre scuole a partire dagli inizi del 2018.

(Alcuni scatti della giornata odierna: ragazzi al centro con insegnati e ricercatori ai lati)

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Il terremoto del Messico visto dallo spazio: le immagini radar acquisite dai satelliti Sentinel-1 mostrano come il terremoto in Messico ha deformato la terra

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L’interferometria differenziale SAR (DInSAR), è una tecnica che permette di individuare e misurare le deformazioni della crosta terreste attraverso l’analisi di interferogrammi. Gli interferogrammi vengono generati a partire da due immagini acquisite da radar trasportati a bordo di satelliti artificiali. A differenza di altri dispositivi impiegati nel campo del telerilevamento, come ad esempio i sensori ottici, i radar permettono di registrare la fase dell’onda elettromagnetica retro-riflessa dalla superficie terrestre. Attraverso la misura di tale fase è possibile ricostruire la distanza sensore-bersaglio. Le variazioni di fase tra riprese successive, causate da mutazioni avvenute sulla superficie terrestre, vengono registrate negli interferogrammi e rappresentate attraverso una serie frange. Queste ci permettono di localizzare e quantificare la deformazione occorsa. La tecnica DInSAR è stata applicata con successo per rilevare gli effetti prodotti sulla superficie terrestre da fenomeni quali subsidenza, frane, bradisismo, risalita di magma nella camere vulcaniche ed effetti tellurici. Utilizzando due immagini radar acquisite dai satelliti dall’Agenzia Spaziale Europea Sentinel-1A/B siamo stati in grado di quantificare le deformazioni prodotte dal terremoto di magnitudo 7.1 che il 19 settembre 2017 ha colpito il Messico.

L’interferogramma, generato a partire da una ripresa Sentinel-1A del 17 settembre, 2 giorni prima del sisma, e da un’immagine acquisita dalla missione gemella Sentinel-1B, 6 giorni più tardi, ad evento concluso, mostra delle evidenti frange concentriche nell’area circostante l’epicentro (Figura 1).

(Figura 1: Frange interferometriche provocate dal terremoto di magnitudo 7.1 che ha colpito il Messico il 19 settembre 2017)

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L’informazione di fase è stata tradotta in termini di spostamento in Figura 2, che riproduce l’effetto del sisma sulla superficie terrestre. Le prime stime indicano un abbassamento della crosta (in rosso) di circa 5 cm su una superficie di più di 1,000 kmq. A margine di quest’area, si distinguono zone (in blu) in sollevamento, una particolarmente evidente a sud della città di Cuernavaca ad ovest dell’epicentro.

(Figura 2: Mappa di spostamento ricostruita a partire dall’interferogramma. Le aree tendenti al rosso rappresentano le regioni in cui si è registrato un abbassamento della crosta, viceversa quelle blu testimoniano un sollevamento della superficie. Le aree verde non hanno subito variazioni.)

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Il lavoro è stato effettuato da Matteo Mantovani ricercatore presso l’IRPI CNR sede di Padova

2017 SMART RIVER AWARD assegnato al lavoro ‘Levee body vulnerability to seepage and impact of animal burrows’

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Nell’ambito della Conferenza Internazionale REMTECH ESONDA EXPO (20-22 Settembre 2017, Ferrara, http://www.remtechexpo.com/it/esonda/smart-rivers-awards) sono stati assegnati gli Smart Rivers UNESCO Alta Scuola Rem Tech Awards. Il premio come Best Paper – categoria A è stato attribuito al contributo ‘Levee body vulnerability to seepage and impact of animal burrows’ di Michela Rosa Palladino, Silvia Barbetta, Stefania Camici, Pierluigi Claps e Tommaso Moramarco. Il lavoro descrive in sintesi l’attività svolta da M. R. Palladino nell’ambito del lavoro di tesi di dottorato in Ingegneria Ambientale (Politecnico di Torino, CICLO XXIX) svolto in stretta collaborazione con l’IRPI-CNR di Perugia (Tutors: Pierluigi Claps e Silvia Barbetta).

Luca Schenato, della sezione secondaria di Padova, è uno dei 25 “2017 outstanding reviewers” per la Optical Society of America

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“The Outstanding Reviewer program is one way that OSA is able to express its appreciation to those who have worked so conscientiously and tirelessly on behalf of our journals. OSA congratulates the 2017 class of Outstanding Reviewers for their well-deserved recognition and thanks the thousands of other volunteers worldwide who continuously participate in our rigorous peer-review process.” [Elizabeth Nolan, Deputy Executive Director of The Optical Society and Chief Publishing Officer].

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L’IRPI è nel progetto INDECIS finanziato dalla EC

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L’IRPI è fra i Principal Investigators del progetto “INDECIS – INtegrated approach for the DEvelopment across Europe of user oriented Climate Indicators for GFCS high-priority Sectors: agriculture, disaster risk reduction, energy, health, water and tourism”, finanziato dalla EC nell’ambito della “ERA4CS Joint Call  – Topic B: Researching and Advancing Climate Service Development by Institutional Integration”.

Il progetto INDECIS intende sviluppare un approccio integrato per produrre una serie di indicatori climatici che mirano ai settori ad alta priorità del Global Framework for Climate Services del WMO (agricoltura, riduzione dei rischi, energia, salute, acqua) con l’aggiunta del turismo. Inoltre, il progetto si prefigge lo sviluppo di modelli e strumenti per l’acquisizione in tempo quasi reale dei dati e per l’interpolazione spaziale, la visualizzazione e la comunicazione del monitoraggio climatico.

Per raggiungere detti scopi, il progetto INDECIS produrrà un inventario e un catalogo dei dati esistenti di pioggia, temperatura, velocità del vento e durata dell’irraggiamento solare. Inoltre, è previsto lo sviluppo di nuovi metodi e strumenti per assicurare in modo operativo la qualità e l’omogeneità dei dati. Parallelamente, è prevista la catalogazione degli indicatori di clima,  cercando di migliorare, d’intesa con gli stakeholders, le modalità di consultazione degli stessi.

Al progetto INDECIS, coordinato da Enric Aguillar della University Rovira I Virgili/Center for Climate Change (C3) – Spain nonché   partecipano: University of Reading (UK), Finnish Meteorological Institute (FIN), BRGM/Water Division (F), CNR – IRPI (I), Universidad de Cantabria / Environmental Hydraulics Institute (E), Swedish Meteorological and Hydrological Institute (S), Department of the Environment, Community and Local Government (IRL), Agencia Estatal de Meteorología (E), Barcelona Supercomputer Center (BSC)/Earth Sciences Department (E), FCiencias.ID – Associacao para a Investigacao e Desenvolvimento de Ciencias (P), Global Change Research Institute – Czech Academy of Sciences (CZ), Royal Netherlands Meteorological Institute (NL), Royal Meteorological Institute of Belgium – Meteorological and Climatological Research  (B), National Meteorological Administration (RO), Instituto Pirenaico de Ecología/Consejo Superior de Investigaciones Científicas (E).

L’Unità del CNR è coordinate da Roberto Coscarelli (IRPI – sede secondaria di Cosenza).

L’inizio del progetto, cha ha durata triennale, è previsto per il 15/09/2017.

Per informazioni: r.coscarelli@irpi.cnr.it

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Firmato il Memorandum of Understanding tra l’IRPI e l’Indian Institute of Technology di Roorkee per collaborazioni sui rischi naturali

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L’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica e l’Indian Institute of Technology di Roorkee hanno firmato un Protocollo di Intesa per promuovere una collaborazione scientifica nel campo dei Rischi Naturali. In particolare, oltre alla mobilità di ricercatori di ciascuna istituzione e l’organizzazione congiunta di corsi, workshop e conferenze, il Protocollo prevede lo sviluppo sinergico di attività di ricerca che mirano all’avanzamento delle conoscenze nei processi di base dei fenomeni dei rischi naturali in un contesto di cambiamenti globali. In tale ambito, è previsto lo scambio di informazioni, risorse e competenze riguardanti attività in materia di monitoraggio idrometeorologico (al suolo e da satellite), piene improvvise e fenomeni alluvionali, siccità, frane, acque sotterranee, fusione dei ghiacciai, cambiamenti climatici, ricerca e innovazione tecnologica.